The European Heritage Project by Peter Löw
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The European
Heritage Project

«Nel mondo interconnesso di oggi, il potere della cultura di trasformare le società è evidente. Le sue diverse manifestazioni – dai nostri amati monumenti storici e musei alle pratiche tradizionali e alle forme d’arte contemporanea – arricchiscono la nostra vita quotidiana in innumerevoli modi. Il patrimonio costituisce una fonte di identità e coesione per le comunità sconvolte da cambiamenti sconcertanti e dall’instabilità economica.»

UNESCO

L’UNESCO pone l’impegno per la conservazione del patrimonio culturale sullo stesso piano di progetti quali la lotta alla povertà, il mantenimento della pace e la creazione di pari opportunità a livello globale.
Tuttavia, nell’adempimento di questo compito umanitario, le organizzazioni pubbliche sono sovraccariche. Esse dipendono quindi dall’aiuto attivo di iniziative private. Proprio la conservazione globale dei monumenti storici, in quanto punti di cristallizzazione dell’identità regionale, rappresenta una sfida che va oltre ogni possibilità pubblica. Di conseguenza, i monumenti storici e i punti focali architettonici che caratterizzano la società sono in tutto il mondo esposti al degrado. E ciò che una volta è stato rimosso dal patrimonio architettonico lascia anche nelle menti delle persone una traccia di oblio storico.

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THE EUROPEAN HERITAGE PROJECT si è prefissato l’obiettivo di dare il proprio contributo in questo contesto. In particolare, i monumenti storicamente unici, che in alcuni casi hanno caratterizzato la loro regione per secoli, ma che nel corso del tempo sono stati trascurati e sono spesso esposti al pericolo di un completo degrado, devono essere preservati per le generazioni future.
Con un grande impegno scientifico, con instancabile pazienza e, non da ultimo, con un notevole dispendio finanziario, THE EUROPEAN HERITAGE PROJECT intende riportare questi monumenti a ciò che sono sempre stati:
Infatti, castelli, fortezze, monasteri, palazzi, tenute signorili o complessi urbani storici non solo riflettevano l’orgoglio della loro epoca e rappresentavano quindi l’identità storica delle persone a essi legate, ma erano e sono tuttora punti di riferimento per l’identificazione culturale della popolazione che vi risiede oggi.
Garantire alle persone un nuovo accesso ai “fari” dei loro antenati non è quindi un aspetto nostalgico di curiosità museale, ma un contributo attivo alla conservazione della memoria storica. THE EUROPEAN HERITAGE PROJECT si è dedicato a questo obiettivo.
L’attenzione all’aspetto europeo, infine, non ha nulla a che vedere con una presunzione locale, ma è dovuta soprattutto alla portata del progetto e alla necessità di una focalizzazione regionale.
Idee globali, come quelle dei diritti umani, dell’etica, della democrazia, della scienza e della ricerca, hanno tuttavia le loro origini nella scuola di pensiero greco-romana e nella dottrina cristiana; idee che sono state intensamente discusse in Europa e successivamente recepite, per poi trovare applicazione in tutto il mondo, anche se le loro radici storiche sono spesso cadute nell’oblio.
Sono quindi i monumenti europei ad aver accompagnato questi processi e ad averli resi possibili, sia attraverso la loro struttura e funzione, sia essendo stati creati come conseguenza di tali processi.
Preservare queste testimonianze in pietra rappresenta quindi anche un contributo alla storia globale delle idee.

Peter Löw è la forza trainante dietro The European Heritage Project. È grazie al suo impegno personale, alla sua competenza professionale e, non da ultimo, al suo contributo finanziario che questo progetto transnazionale è stato reso possibile.

Già all’età di 16 anni, Peter Löw, allora studente, si assicurò un guadagno extra lavorando come assistente presso un rinomato restauratore a Baden-Baden, dove imparò il mestiere del restauro fedele all’originale partendo da zero.

Sua madre, che aveva studiato arte a Monaco di Baviera, stimolò fin da piccolo il suo interesse per la rilevanza politica, ma anche per la bellezza delle cose antiche. Successivamente, a Friburgo, Berlino e Amburgo, Peter Löw studiò, oltre al diritto, anche la storia moderna e contemporanea, concludendo i suoi studi storici con il dottorato. Concluse i suoi studi giuridici con un dottorato in entrambe le discipline, ovvero con una tesi sugli aspetti fondamentali del nazionalsocialismo, conseguita con il massimo dei voti, nonché con un’esegesi su Papa Celestino III. Infine, ha conseguito un MBA presso l’università d’élite INSEAD in Francia.

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Solo all’età di 31 anni, ovvero dopo aver completato i suoi vari studi, ha iniziato la sua vera e propria carriera nel mondo degli affari. Dopo aver lavorato come consulente presso McKinsey, all’età di soli 33 anni ha acquisito la sua prima piccola impresa con mezzi propri. Senza alcun aiuto esterno, è poi riuscito a diventare uno degli investitori globali più noti e di maggior successo nel settore della ristrutturazione. È così riuscito ad acquisire e riorganizzare più di 250 società in tutto il mondo. Ha portato a termine con successo diverse quotazioni in borsa e, sotto la sua guida, numerose aziende sono riuscite a ottenere quotazioni nell’SDAX, nel TecDAX e nell’MDAX.
Peter Löw è tuttavia anche uno dei pochi imprenditori che non vedono il proprio fulcro di attività esclusivamente nell’imprenditoria, ma che possono vantare competenze in tutti i campi socialmente rilevanti, mantenendo così vivo l’ideale storico del cittadino colto e attivo.
Löw non è solo un ufficiale di alto rango della Bundeswehr, ma anche professore e membro del Senato dell’Università Pontificia di Heiligenkreuz. Ha acquisito una visione approfondita del servizio diplomatico e delle consuetudini internazionali in qualità di addetto all’Ambasciata tedesca a Roma.
Dal 2005 al 2010 ha inoltre svolto attività di consulenza per l’UNESCO. Per oltre 10 anni ha guidato, in qualità di incaricato onorario, le attività caritative del Malteser Hilfsdienst (fino al 2014). Dal 2012 conduce regolarmente colloqui interreligiosi nella Repubblica monastica dell’Athos. È stato determinante nella ricostruzione della Nunziatura Apostolica a Belgrado (2002-2004) e ha reso possibile l’organizzazione della visita papale in Germania nel 2011.
Peter Löw è maratoneta, avventuriero solitario, paracadutista, parapendista, bagnino e subacqueo. Nel 2015 è sopravvissuto, in qualità di pilota, allo schianto del suo aereo a Miami.
Il fulcro del suo interesse sono le connessioni interdisciplinari. In questo senso ha pubblicato numerosi libri su diversi temi scientifici (www.literaturloew.de) e attualmente sta lavorando con un gruppo di lavoro interconfessionale a una nuova traduzione del Corano, a seguito della sua serie di conferenze a Heiligenkreuz.
Peter Löw possiede una delle più importanti collezioni d’arte del continente, con manufatti provenienti da tutte le epoche della creazione umana. Numerosi reperti arricchiscono le mostre pubbliche in Europa.
Ha già dimostrato più volte il suo attaccamento al patrimonio europeo. Oltre alla sua lingua madre, il tedesco, Peter Löw non solo parla correntemente inglese, francese, spagnolo e italiano e possiede il «großes Latinum», ma ha anche lavorato personalmente in quasi tutti i paesi europei o vi ha gestito aziende proprie.
Il suo impegno sociale a livello internazionale è stato più volte riconosciuto. In quanto cattolico praticante e cavaliere pontificio con il grado di Gran Croce, è vicino al Vaticano.
Löw è sposato e ha sette figli.

Ulteriori informazioni sui progetti di Peter Löw

Da sinistra a destra: Prof. Dr. Dr. Peter Löw (curatore capo), Mag. Clara Löw e Remo Letrari (curatori)

Comitato di supervisione

I curatori del progetto sono i responsabili dell’attuazione operativa dei rispettivi progetti di tutela del patrimonio.

Curatore capo: Prof. Dr. Dr. Peter Löw

Curatrice: Mag. Clara Löw

Curatore: Remo Letrari

Consiglio per il patrimonio

Il compito del Consiglio del Patrimonio è quello di collaborare all’identificazione e alla realizzazione dei singoli progetti e di stabilire i contatti con i governi e le autorità. L’attività è svolta a titolo volontario e si svolge nel corso di riunioni congiunte. Possono diventare membri quelle personalità che, in virtù della loro esperienza e della loro attività, ricoprono una posizione di rilievo e per le quali la salvaguardia del patrimonio europeo è una questione che sta loro particolarmente a cuore.

 

 

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