The European Heritage Project by Peter Löw
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Messale di Orlach

«Il Messale di Orlach – Un tesoro romanico di eccezionale rarità – Una testimonianza dell’arte della rilegatura e della liturgia medievale tra la Svevia e la Franconia.»

Il Messale di Orlach è un manoscritto liturgico risalente alla fine dell’XI secolo, rimasto praticamente sconosciuto fino ad oggi. Questo codice, scritto su pergamena, è un messale con notazione musicale che raccoglie testi liturgici, rubriche e numerose notazioni musicali necessarie per la celebrazione della Messa durante tutto l’anno liturgico. Importante testimonianza della storia del libro e della cultura medievale, questo manoscritto offre un prezioso contributo allo studio del patrimonio europeo. Si tratta dell’unico messale di questo periodo conservato integralmente, che offre una nuova prospettiva sulla concezione liturgica precedente al Concordato di Worms (la Controversia delle Investiture) e rivela composizioni musicali liturgiche finora sconosciute.

Nel 2026, l’EUROPEAN HERITAGE PROJECT è riuscito ad acquisire il Messale di Orlach, impedendo così una vendita già concordata con un’azienda cinese. Senza questo intervento, l’opera sarebbe stata sottratta alla vista del pubblico per un periodo indefinito e sarebbe andata perduta per sempre per la sua regione d’origine.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Un tesoro romanico della fine dell’XI secolo

Il Messale di Orlach è un messale riccamente miniato e corredato di notazioni musicali, risalente alla fine dell’XI o all’inizio del XII secolo: un capolavoro romanico proveniente dall’area culturale della Svevia e della Franconia. In quanto «Missale notatum», contiene tutte le istruzioni, i testi e i canti necessari per la celebrazione della Santa Messa durante l’intero anno liturgico. Manoscritti di questo calibro e di questa qualità sono estremamente rari sul mercato: il Messale di Orlach si colloca tra gli esempi più significativi giunti fino a noi dell’arte libraria e della liturgia medievali.

Contenuto e finalità liturgica

Il codice è strutturato secondo l’organizzazione classica di un messale. Il Temporale contiene i testi della Messa per ogni giorno dell’anno liturgico, organizzati attorno alle festività del Natale e della Pasqua. Il Sanctorale segue il corso dell’anno secondo le festività dei santi, mentre le Messe votive per intenzioni specifiche compaiono alla fine. L’introduzione presenta un calendario eccezionalmente «ricco», che offre una grande quantità di informazioni sull’uso liturgico originario e successivo del manoscritto – ad esso sono state apportate aggiunte nell’arco di oltre tre secoli.
Sulla base delle sue caratteristiche paleografiche e dello stile dei raffinati disegni a penna e inchiostro, il messale può essere datato alla fine dell’XI secolo o all’inizio del XII secolo. È scritto in minuscolo carolingio tedesco eretto, con una sola grafia regolare.

Un’opera legata a tre diocesi

La destinazione liturgica originaria del manoscritto rimanda ad Augusta: il calendario originale menziona solennemente la festa della dedicazione della Cattedrale di Augusta il 28 settembre – una voce che non può essere casuale, mentre manca una corrispondente menzione per Würzburg. Il calendario nel suo complesso riflette la tradizione di Augusta, pur condividendo molti santi con le vicine diocesi di Würzburg e Costanza.
Il messale fu quindi probabilmente realizzato in un’abbazia situata al confine della diocesi di Augusta, all’interno dell’area culturale che confina con la Svevia e la vicina Bassa Franconia. Dal punto di vista stilistico, il codice può essere ricondotto all’ex abbazia di Ellwangen (diocesi di Augusta); l’abbazia vicina di Zwiefalten, fondata nel 1089 da Guglielmo di Hirsau e dal vescovo Adalberone di Würzburg, rappresenta un altro possibile luogo di produzione. Nel complesso, il Messale di Orlach fa parte dell’importante movimento di riforma benedettina emerso alla fine dell’XI secolo dall’Abbazia di Hirsau e dal suo influente abate, Guglielmo.

Il nome «Messale di Orlach»

Il codice prende il nome dalla piccola chiesa parrocchiale di Orlach (Bassa Franconia, diocesi di Würzburg, distretto di Schwäbisch Hall, Baden-Württemberg), alla quale era liturgicamente annesso alla fine del XII secolo e intorno al 1200. Le annotazioni successive nel calendario ne sono una testimonianza diretta: la festa della dedicazione della chiesa di Orlach, consacrata a San Kilian, «l’Apostolo della Franconia», nonché la menzione specifica dei parrocchiani di Orlach e del vicino villaggio di Zottishofen.
Il manoscritto è inoltre collegato alla ancora più modesta Cappella di Santa Margherita ad Altenberg, a sud di Orlach, la cui fondazione nel 1067 ad opera del vescovo Adalberone di Würzburg è commemorata in una nota aggiunta. Le pagine inserite nel XV secolo (circa 1450) si riferiscono direttamente alla venerazione di Santa Margherita e di San Kilian – i santi patroni di Altenberg e Orlach. Altre aggiunte suggeriscono che il codice fosse utilizzato, a partire dalla fine del XIII o dal XIV secolo, anche in ambito francescano.

Decorazione e illustrazione

Il Messale di Orlach si distingue per i suoi delicati disegni a penna e inchiostro rosso e marrone. Meritano di essere evidenziate due caratteristiche notevoli:
una grande e imponente iniziale romanica ornata «V» con elementi zoomorfi, i cui volute convergono a formare una maschera grottesca e che è coronata nella parte superiore da quattro teste di animali (aquila, leone, orso e probabilmente una volpe) (fol. 19);
una grande iniziale istoriata «T» raffigurante la Crocifissione, che introduce il «Te igitur» all’inizio del canone della Messa, raffigurante una scena della Crocifissione tra Maria e Giovanni (fol. 37).
L’analisi della decorazione rivela strette affinità con la miniatura dell’Alto Reno, in particolare con i centri dell’influente diocesi di Costanza. Si riscontrano sorprendenti parallelismi stilistici con il famoso Passionario in tre volumi dell’Abbazia di Zwiefalten (Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek, Cod. bibl. 56–58), nonché con un lezionario-epistolare (Vaticano, BAV, Pal. Lat. 497), realizzato per l’Abbazia di Sankt Georgen nella Foresta Nera.

La musica

Molti brani liturgici sono accompagnati da notazione neumatica interlineare – i neumi di San Gallo (diastematici, senza linee), integrati nel XV secolo dalla notazione a ferro di cavallo (Hufnagelnotation) sui fogli inseriti. Solo una piccola parte di questo corpus musicale è stata finora oggetto di studio: nel 2003, Julia Gehring ha presentato un primo studio scientifico e ha trascritto 23 melodie dell’Alleluia per le domeniche dopo la Pentecoste. Non è stato ancora condotto uno studio approfondito della musica contenuta nel codice – il Messale di Orlach offre quindi anche un vasto campo per future ricerche.

Dimensioni, rilegatura e stato di conservazione

Il codice è composto da 232 fogli di pergamena e misura circa 285 × 220 mm (rilegatura 305 × 230 mm). È rilegato con una rilegatura tedesca del XVI secolo in pelle di maiale su tavole di legno smussate, con un medaglione centrale impresso a freddo all’interno di cornici concentriche e con fermagli in ottone. Tracce di un intenso uso liturgico – dalle sue origini alla fine dell’XI secolo fino alla fine del XV secolo – sono visibili nei restauri d’epoca e nei segni di usura, a testimonianza della storia viva del libro.

Provenienza

Il Messale di Orlach vanta una storia collezionistica eccezionale. Dopo le sue prime origini in Svevia e il successivo utilizzo nella Bassa Franconia, appartenne alla famosa collezione di Sir Thomas Phillipps (1792–1872), il leggendario antiquario e collezionista di libri inglese (lotto 11909). Venduto all’asta «Bibliotheca Phillippica» presso Sotheby’s il 26 novembre 1975, passò in possesso del British Rail Pension Fund – uno dei primi esperimenti su larga scala nel considerare l’arte come investimento finanziario – per poi entrare a far parte della rinomata collezione di J. Paul Getty Junior (1932–2003) presso la Wormsley Library. Dopo un periodo trascorso in una collezione privata austriaca, è ora conservato in una collezione privata europea.
Fonte: Sotheby’s, «A Romanesque Treasure: The Orlach Missal» – catalogo d’asta del Messale di Orlach redatto da Sotheby’s nell’ambito di una vendita privata. Per quanto riguarda la musica, si veda Julia Gehring, *Studie zum Orlacher Missale*, 2003.

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Articoli video:

Il «Progetto Patrimonio Europeo» ha acquisito una rappresentazione di Monaco di Baviera dipinta dall’artista Bernardo Bellotto, noto anche come Canaletto, durante il suo soggiorno nella città sul fiume Isar. Sono stati inoltre acquisiti uno schizzo preliminare e un’incisione, probabilmente realizzati poco dopo il dipinto. Grazie all’acquisizione di queste opere, il «Progetto Patrimonio Europeo» ha garantito che una parte della storia culturale della Baviera rimanga nella regione.

 

 

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