«Non avrò pace
finché Monaco non assomiglierà ad Atene.»
Re Luigi I
Nel cuore del centro storico di Monaco, a pochi passi dalla Frauenkirche, al numero 7 della Prannerstraße, sorge un gioiello architettonico dalla ricca storia: il Palazzo Seinsheim. Costruito intorno al 1754, questo palazzo fa parte dei palazzi urbani del Kreuzviertel, l’antico quartiere residenziale della nobiltà bavarese. Si tratta di una delle più grandi e importanti dimore cittadine del periodo rococò a Monaco e rimane ancora oggi un esempio lampante della cultura domestica aristocratica nella capitale reale.
I passanti che percorrono la Prannerstraße spesso non hanno idea del patrimonio culturale e storico che si nasconde dietro questa facciata dai colori chiari. All’interno, i soffitti in stucco conservati, le boiserie a specchio e le antiche sale di ricevimento testimoniano ancora oggi lo splendore di un tempo.
Nel 2025, il Progetto del Patrimonio Europeo è riuscito ad acquisire questa storica casa di città dall’Associazione bavarese delle città e ad effettuare importanti lavori di ristrutturazione.

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L’European Heritage Project aveva sede all’Alter Hof, in moderni uffici costruiti sulle fondamenta dell’antico castello. Poiché il contratto di locazione sarebbe scaduto nel 2025, si è deciso di cercare altri locali. Grazie alla mediazione di un caro amico, l’European Heritage Project è venuto a sapere che l’antico Palazzo Seinsheim, situato nella Prannerstraße, era in vendita. Le trattative di acquisto sarebbero state in fase avanzata, ma erano emerse divergenze su alcune clausole contrattuali, il che ha portato le due parti a concordare di concedersi reciprocamente un periodo di riflessione.
Il venditore era l’Associazione bavarese delle città e dei comuni, che aveva acquisito l’immobile nel 1982 e vi aveva stabilito la propria sede. A causa delle esigenze di riduzione dei costi, l’Associazione bavarese delle città e dei comuni si è vista costretta a vendere l’immobile e a trasferirsi in locali appositamente allestiti per essa dall’Organizzazione delle Casse di Risparmio presso la stazione centrale.
In questo contesto di incertezza, l’EHP ha colto l’occasione. L’EHP si è offerta di intervenire e di riprendere i progetti di contratto esistenti, oltre a fare concessioni significative all’Associazione bavarese delle città e dei comuni sui punti controversi. Inoltre, l’EHP si è impegnata a ristrutturare in modo professionale l’antico Palazzo Seinsheim, uno degli edifici rococò più notevoli di Monaco, e a restaurarlo come palazzo rococò dotato di prestigiosi spazi per eventi.
Ciò ha convinto il comitato direttivo dell’Associazione bavarese delle città e dei comuni, e così è stato concluso un contratto di acquisto solo poche settimane dopo l’intervento dell’EHP. Il prezzo di acquisto è stato pagato attingendo alle riserve di cassa proprie dell’EHP, senza l’intervento di un istituto finanziario.
STORIA
Nel 1726, Maximilian Franz, conte von Seinsheim, acquistò il terreno che si estendeva fino al n. 7 della Prannerstraße – oggi n. 8 della Promenadeplatz. A quell’epoca, il sito ospitava una casa di città in stile barocco, suddivisa in un edificio anteriore e uno posteriore. La casa anteriore era occupata dal conte stesso e in seguito divenne nota come Palazzo Maffei, mentre la casa posteriore, decisamente più piccola, fungeva da residenza per il suo erede, Joseph Franz, conte von Seinsheim (1707–1787). Quest’ultimo ricoprì in seguito le cariche di ministro bavarese e di presidente dell’Accademia bavarese delle scienze.
Nei conti dettagliati tenuti dal conte Joseph Franz von Seinsheim si trovano numerose voci tra il maggio 1753 e il settembre 1754 relative alla «costruzione di una casa» nella Prannerstraße. Poiché l’architetto è indicato solo con il cognome, non è possibile stabilire con certezza se la costruzione sia stata affidata a Johann Baptist Gunezrhainer o a suo fratello Ignaz Anton – entrambi rinomati architetti di palazzi.
Per ragioni sconosciute, Joseph Franz von Seinsheim decise nel 1764 di vendere la casa, che era stata costruita solo dieci anni prima. Tuttavia, il nuovo proprietario, Karl Graf von Ruepp, morì dopo pochi anni, cosicché il palazzo fu rivenduto a Joseph Franz von Seinsheim nel 1768. Con questa vendita venne meno anche la divisione iniziale tra la parte anteriore e quella posteriore. La parte posteriore fu trasformata in residenza per il suo unico figlio, Maximilian Joseph Clemens, conte von Seinsheim (1751–1803), e per sua moglie, la baronessa von Frankenstein-Ullstadt (1754–1832).
Dopo essere stato parzialmente distrutto nel 1944, il palazzo fu ricostruito nel 1949 con la facciata ampliata sopra menzionata. Nel 1982 seguì una ristrutturazione completa, che comportò modifiche strutturali degli interni. Il palazzo ha poi fatto da sede all’Associazione bavarese delle città e dei comuni, l’organizzazione ombrello dei comuni bavaresi, fino al 2025.
Il centro culturale di Monaco
Questo prestigioso palazzo urbano non fungeva solo da residenza all’altezza del suo status, ma costituiva anche un importante polo della vita culturale monacense. Era qui che personalità e ospiti illustri provenienti da tutta Europa venivano accolti per ricevimenti, serate danzanti e concerti. Tra i visitatori famosi figuravano Wolfgang Amadeus Mozart e il «poeta della libertà» Daniel Schubart, noto soprattutto come autore della canzone «Die Forelle».
Mozart soggiornò nella Prannerstraße nell’autunno del 1780 per assistere alla prima della sua opera Idomeneo, Re di Creta (K. 366) al Teatro Cuvilliés, che aveva composto su commissione dell’elettore di Baviera Karl Theodor. Il suo amico Maximilian Clemens von Seinsheim fu probabilmente uno dei pochi ospiti privati ad assistere alle prove.
ARCHITETTURA
Il palazzo è un edificio a tre piani dotato di un tetto a due falde. La facciata sobria è impreziosita da dettagli delicati e stucchi discreti – caratteristiche tipiche dello stile rococò tardivo così come era praticato a Monaco. Allo stesso tempo, sono già percepibili le prime influenze del nascente stile classico.
Nel 1809 fu effettuato un importante intervento di ristrutturazione, realizzato dall’architetto monacense Joseph Höchl. Nel corso di questi lavori, gli edifici precedentemente separati furono collegati strutturalmente e armonizzati per formare un palazzo unificato.
Una caratteristica, oggi difficilmente riconoscibile, merita una menzione particolare: in origine, il palazzo contava solo otto assi. Un fienile adiacente fu successivamente trasformato in un piccolo edificio residenziale dotato di una propria scalinata. Dal punto di vista catastale, tuttavia, è sempre rimasto un unico e medesimo complesso. Solo nel corso della ricostruzione seguita alla Seconda Guerra Mondiale le due strutture sono state riunite dietro una facciata comune a dodici assi.
Distruzione e ricostruzione
Il palazzo fu danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, sebbene la facciata storica sia sopravvissuta in gran parte alle notti di bombardamenti. La ricostruzione ebbe luogo nel 1949 sotto la direzione dell’architetto Herbert Landauer. Nel corso di questo processo, l’edificio fu modernizzato e ampliato verso ovest di diverse campate – un intervento che ha plasmato in modo decisivo la facciata allungata che vediamo oggi.
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Il Palazzo Seinsheim si trova nella Prannerstraße, nel centro di Monaco. È situato tra l’hotel Bayerischer Hof e l’Arco-Palais, che ora appartiene all’arcidiocesi di Monaco. Di fronte, in diagonale, si trova l’hotel Rosewood e, a pochi metri di distanza, l’ordinariato episcopale nel Palazzo Holnstein.
Sul retro dell’edificio, di fronte alla Promenadenplatz, sorgeva l’antico Palazzo Maffei, che è stato nel frattempo sostituito da un moderno edificio adibito a uffici. Il Palazzo Seinsheim è un complesso a quattro ali dotato di un ampio cortile interno; conta quattro piani e offre una superficie utile complessiva di circa 3.500 metri quadrati.
Il palazzo era stato gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale. In sostanza, solo la facciata è rimasta nel suo stato originario; la parte destra di essa è stata ampliata dall’architetto Herbert Landauer nel 1945–1946. Il corpo principale del palazzo era in gran parte crollato a seguito di un bombardamento, ma è stato ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale utilizzando le macerie esistenti – ovvero le pietre originali – e seguendo i progetti storici.
Le ali laterali corrispondevano sostanzialmente alle dimensioni dei modelli storici, ma sono state ricostruite nel dopoguerra nello stile dell’epoca. All’interno, l’edificio assomigliava a un edificio per uffici degli anni ’60. Il tetto era in gran parte incompiuto e i seminterrati ospitavano sale d’archivio.
Lavori di ristrutturazione
Data l’importanza storica dell’edificio e la sua posizione di primo piano, i lavori di ristrutturazione si sono rivelati particolarmente complessi. La priorità assoluta era innanzitutto quella di riportare la facciata rococò al suo stato originario. A tal fine, in particolare, le finestre dovevano essere rinnovate.
Al piano terra erano state installate finestre moderne risalenti agli anni ’60 e ’70 per fungere da vetrine. In questo punto sono state montate finestre a bovindo con traversini, in conformità con il modello storico. Le finestre esistenti del primo, secondo e terzo piano, risalenti agli anni ’50 – che all’epoca erano già state ricostruite in uno stile storicista in armonia con la facciata – hanno dovuto essere modernizzate per migliorarne l’efficienza energetica e dotate di vetri isolanti senza alterare la struttura dei telai.
All’interno, gli allestimenti degli anni ’50, ’60 e ’70 hanno dovuto essere smantellati e sono stati eliminati numerosi controsoffitti. Le moquette degli anni ’70 sono state rimosse e sostituite con parquet. Purtroppo, le modanature originali non sono state ritrovate e hanno dovuto essere ricreate sulla base di disegni d’epoca.
Le due grandi sale di ricevimento del primo piano erano state suddivise da pareti divisorie fisse; queste hanno dovuto essere completamente rimosse. È stato possibile conservare parzialmente un sistema di ventilazione esistente, ma è stato modernizzato dal punto di vista tecnico grazie a scambiatori di calore e allacciamenti alla rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento. Gli impianti sanitari sono stati mantenuti nella loro posizione originaria, ma hanno dovuto essere interamente rinnovati e riorganizzati.
L’intero impianto elettrico ha dovuto essere sostituito integralmente. Il sistema di riscaldamento, invece, è stato in gran parte mantenuto, poiché funzionava già con il teleriscaldamento. I lavori al piano terra, al primo e al secondo piano sono ormai in gran parte completati e l’EHP vi si è già insediato.
Successivamente, si prevede di installare diversi ascensori nelle zone di minore valore storico, al fine di collegare il piano terra al terzo piano. Al momento dell’acquisizione dell’edificio è stata ripresa una licenza edilizia preliminare esistente, che autorizza non solo la sistemazione dei sottotetti, ma anche il sopralzo dell’ex rimessa per auto verso il moderno edificio ad uso uffici adiacente che si affaccia sulla Promenadenplatz. Questo ampliamento consentirà di nascondere in modo adeguato la vista fastidiosa che in precedenza offriva l’edificio vicino.
I locali del seminterrato devono essere completamente ristrutturati e parzialmente bonificati per creare spazio destinato ad archivi e sale di ricevimento. Infine, anche l’intero cortile interno deve essere riorganizzato. Si prevede di utilizzarlo in futuro come spazio di svago e relax. A tal fine, è necessario sostituire la pavimentazione moderna con una più adeguata al contesto storico. Inoltre, è prevista l’installazione di una fontana al centro del cortile.
L’obiettivo della ristrutturazione è restituire al Palazzo Seinsheim il suo status di uno degli edifici più prestigiosi ed emblematici di Monaco.
UTILIZZO ATTUALE
I vecchi alloggi situati al piano terra e al primo piano sono nuovamente utilizzati come spazi abitativi. I piani superiori ospitano parte delle collezioni d’arte dell’European Heritage Project, in particolare opere d’arte moderne e contemporanee. Gli spazi espositivi fungono anche da sede distaccata dell’European Heritage Project in Germania, dove si tengono regolarmente dibattiti politici ed eventi culturali.

Galleria

Galleria dei progetti
Articoli video:
Il Progetto del Patrimonio Europeo ha acquisito una rappresentazione di Monaco dipinta dall’artista Bernardo Bellotto, noto anche come Canaletto, durante il suo soggiorno nella città sull’Isar. Inoltre, sono stati acquisiti anche uno schizzo preliminare e un’incisione, probabilmente realizzata poco dopo il dipinto. Grazie all’acquisizione di queste opere, il Progetto del Patrimonio Europeo ha contribuito a garantire che una parte della storia culturale bavarese rimanga nella regione.


